Campagne  
“La ciudad Humana”
La città umana


Sviluppo di microimprese comunitarie basate sull’autorganizzazione e la reciprocità nella Comunità “Villa Soldati” Buenos Aires-Argentina

aliciaconbimbi

1. L’individuazione dei bisogni

Nel corso di incontri e riunioni con gli operatori dell’Assoc. Voluntarios por el derecho humano e con gli abitanti della Comunità di Villa Soldati, tenutesi in gennaio (Argentina), marzo (Brasile) ed in particolare con l’incontro di Coordinamento tra le 2 esperienze (Luz nos lares e Ciudad humana) avvenuto, ad Atibaia, nei giorni tra il 10 e 24 novembre del 2005, e gli scambi d’informazioni sulle rispettive esperienze sono emersi i diversi elementi critici sui bisogni attuali.
Lo sviluppo di microimprese comunitarie basate sull’autorganizzazione e la reciprocità, sono intrinsecamente legati alla possibilità di dare risposte alle necessità dell’intero nucleo famigliare.
  • la composizione media di una famiglia è di 2 o più adulti e 5-6 bambini la cui età può variare da pochi mesi a 11 –13 anni, molto spesso il “capofamiglia” è la donna sola e non avendo strutture né pubbliche né possibilità economiche per pagare strutture private:
  • i bambini poco più grandi si fanno carico dei più piccoli (con gravi rischi per la propria incolumità, pregiudicando o abbandono la propria attività scolare, rischiando di entrare in meccaniche di marginalizzazione)
  • i genitori non possono assentarsi per troppe ore, pregiudicando così la possibilità di trovare un lavoro continuativo o partecipare a corsi professionalizzanti.
La necessità quindi è poter avere a fianco all’attività lavorativa una struttura adeguata (asilo nido e scuola materna) dove lasciare i più piccoli in età prescolare e dove fornire un pasto e buon doposcuola ai bambini della scuola primaria (6-12 anni).
  • Il basso livello di scolarizzazione e di formazione professionale rende molto difficile l’accesso a qualsiasi attività produttiva, sia per gli adulti sia per i ragazzi in età lavorativa.
La necessità quindi è poter garantire una struttura minima di corsi di alfabetizzazione e di corsi professionalizzanti legati direttamente o indirettamente alle attività delle “microimprese”.
  • La destrutturazione a livello economico, sociale, personale è tale che sono compromessi i vincoli minimi della solidarietà con forme fortemente violente (anche all’interno delle stesse famiglie), di micro speculazione (prestiti usurai), discriminazione (tra le diverse nazionalità), competizione (guerra tra poveri); individualismo accecante che nel concetto del “si salvi chi può” in verità perdono tutti. Tale livello conflittuale non permette di sostenere alcun progetto comune.
La necessità quindi è poter garantire un ambito minimo di comunicazione, riflessione e lavoro di accompagnamento personale nella scoperta e sviluppo di nuovi valori e vincoli relazionali.
  • Lo stato di degrado ambientale e le condizioni igienico-sanitarie sono tali da mettere a grave rischio di malattia intere fasce di popolazione.
La necessità quindi è poter garantire una struttura minima di educazione sanitaria preventiva, assistenza nei confronti delle istituzioni preposte (ospedali, sistema sanitario) e organizzare la popolazione nel rivendicare le strutture pubbliche necessarie e soprattutto avviare un processo di miglioramento delle condizioni di vita nelle case, nelle vie del quartiere.
  • L’assenza di qualsiasi possibilità di accesso al credito (mancanza garanzie, mancanza di redditi fissi) costringe le persone ad indebitarsi in forma cronica con gli usurai o rinunciare a qualsiasi forma di progetto o investimento che non sia legato alla sopravvivenza quotidiana.
La necessità quindi è poter costituire e disporre di un “fondo economico di solidarietà” che possa permettere il sostegno al microcredito, allo sviluppo solidale di progetti personali (studio o avvio attività lavorative) e all’avvio delle nuove microimprese.
Da quest’analisi dei fattori “critici” è emersa , infine, la necessità di far precedere ed accompagnare tutte le attività (compresa la costituzione ed organizzazione delle microimprese, nonché le attività professionali vere e proprie) da incontri e riunioni periodiche con tutta la Comunità, proprio per “allenarsi” a dare risposte organizzate e coordinate e creare nuovi “agenti di trasformazione”, moltiplicatori del progetto, interni alla Comunità, in grado di proseguire “l’opera” e rendere permanente l’auto-organizzazione, anche dopo la conclusione formale del Progetto.Si è visto, infine, che il periodo di tempo necessario minimo allo sviluppo del Progetto non poteva essere inferiore ai 2 anni: novembre 2005-dicembre 2007.Per le caratteristiche di forte integrazione tra lo sviluppo delle attività produttive e i servizi di aiuto reciproco al loro sostegno è stato recepito il titolo originario del progetto, “Ciudad Humana”, come augurio e speranza di un modello economico e sociale ancora in costruzione.2. Piano d’interventoIl Progetto “Città Umana” prevede 5 fasi temporali di cui ora vengono decritte le attività svolte nelle prime 2:

Fasi

Attività

Periodo sviluppo progetto

1a

Coordimento del Progetto Ciudad Humana con il Progetto Luz nos lares e Predisposizione centro (ex fabbrica tessuti)

Nov-Dic 2005

 

 

 

 

2a

Avvio 1a officina di taglio e cucito
Asilo nido e scuola materna
Mensa e doposcuola (biblioteca)
1° Corso professionalizzante

 

Gen-Giu 2006

 

 

 

3a

Avvio 2a Officina della carta riciclata
2° Corso professionalizzante
Avvio 3° Officina di Animazione per bambini

 

 

Lug-Dic 2006

 

 

4a

Istituzione del fondo di solidarietà
 Avvio 4° Officina di computer-grafica
3° corso professionalizzante

 

 

 

Gen-Giu 2007

 

5a

Piena attivazione del Fondo di solidarietà
4° corso professionalizzante

 

 

 

 

Lug-Dic 2007

gruppo

1a

Coordimento del Progetto Ciudad Humana con il Progetto Luz nos lares e Predisposizione centro (ex fabbrica tessuti)

Nov-Dic 2005

 

 

 

 

Durante la 1a fase si è provveduto a :
a) l’avvio del Coordinamento dei 2 progetti “Luz nos lares” (Brasile) e Ciudad Humana (Argentina) attraverso il viaggio del Coordinatore di Voluntarios por el derecho Humano ad Atibiaia e la sua permanenza per almeno 10 giorni a contatto con l’esperienza sviluppata nella Vila Sao José per prendere spunti e definire i passi e le strategie del nuovo progetto.b) Predisposizione del Centro “Ciudad Humana” presso l’ex fabbrica di tessuti.
In questa fase è stato messo a punto il questionario per:
  • individuare e censire le necessità materiali, quantificare gli interventi prioritari del centro;
  • individuare le capacità professionali attuali e necessità future;
  • creare un elenco di altri professionisti potenzialmente disponibili;
  • completare il quadro di competenze, anche di tipo amministrativo ed economico;
  • individuare le prospettive lavorative e l’inserimento nei gruppi professioni delle future microimprese;
  • valutare le necessità socio-sanitarie e le eventuali richieste di carattere socio-assistenziale
  • verificare la disponibilità alla reciprocità, iscrivendosi al “Registro della Reciprocità”.
Il Gruppo di Lavoro: 1 coordinatore italiano, 1 coordinatore argentino e 5 volontari

2a

Avvio 1a officina di taglio e cucito
Asilo nido e scuola materna
Mensa e doposcuola (biblioteca)
1° Corso professionalizzante

 

Gen-Giu 2006

 

 

 

Nella 2a fase: la predisposizione dei locali ha richiesto molto più tempo del previsto ma ha consentito il coinvolgimento di un numero crescente di abitanti della “villa”. Come si può osservare dalla lettera (v. allegato 1) inviataci, da Alicia Blanco, Coordinatrice del Progetto “Ciudad Humana” di Buenos Aires, il 30 giugno 2006 le attività sono state messe in moto con il nucleo iniziale di 5 donne che già lavorava nel Centro, immediatamente dopo il viaggio di novembre 2005.Come si era pianificato, le attività di coinvolgimento della popolazione della “villa” è iniziata cercando di risolvere i molti problemi strutturali del locale per renderlo agibile:
  • riparazione del tetto che aveva diverse perdite d’acqua;
  • impermeabilizzazione del terrazzo
  • sostituzione delle tubazioni dell’acqua
  • sostituzione di alcune lastre e tegole del deposito
  • riparazione dei servizi igienici;
  • messa in sicurezza di gran parte delle installazioni elettriche e miglioramento del suo funzionamento
  • intonacatura e pittura di se pinttura di diversi settori del locale (non tutto, date le notevoli dimensioni della ex-fabbrica!)
Ovviamente è stata data la priorità ai luoghi dove si sarebbero sviluppate le “officine” e le attività di supporto.
Sono state riparate le porte e finestre d’ingresso e chiusi i diversi “varchi” per evitare danneggiamenti o furti una volta istallate le macchine. A partire dal mese di febbraio, con 2 macchine da cucire domestiche, messe a disposizione dalle stesse donne partecipanti sono iniziati i “Corsi di taglio & cucito”
Si sono aggiunte così altre 3 donne.
Per formare il gruppo, la professoressa ha potuto contare con l’aiuto di quelle donne cha avevano più esperienza in questa tipo di attività.Per quanto riguarda i materiali di tessuto, sono stati riciclati gran parte di quelli abbandonati e rimasti nella ex-fabbrica (fili, bottoni, teli di vestiti scartati). Altri sono stati portati dale stesse donne partecipanti.Contemporaneamente, si è andato via via sistemando lo spazio “Giochi per Bambini”, organizzato e gestito da altre 2 volontarie e con un piccola cucina ed un frigorifero, anche questi prestati dagli abitanti della “villa” si avviato e risolto il problema della mensa per i più piccoli per tutto il periodo. Le stesse mamme si sono incaricate nel portare gli alimenti e nell’organizzare i turni di cucinaIn marzo, con il ritorno di alcuni collaboratoi dalle loro “vacanze” (molti di lo sono stranieri ed in estate tornano al loro paese d’origine: Bolivia, Paraguay, Perù, Equador) si è potuto contare con contributi sufficienti per comprare:
  • 2 macchina da cucire “professionali”
  • 1 cucina grande ed un frigorifero più capiente
Le nuova macchine hanno consentito un forte avanzamento nella formazione professioale del gruppo mentre le apparecchiature della cucina è giunto in tempo per poter offrire la mensa a ragazzi più grandi, che giungono ora a “Ciudad Humana”, dopo la scuola.In aprile è stata acquistata la 3a macchina da cucire.In maggio si è finalmente iniziato ad eseguire lavori er officine di taglio e cucito esterne al centro. Da marzo inoltre si sono rafforzati le attività di “doposcuola” e sostegno scolastico per i ragazzi più in difficoltà.E’stata migliorata la biblioteca (quantità e qualità dei libri) Si stanno effettuando motorie e di ginnastica, arti marziali.Si stanno promuovendo corsi semplici come “elettricità domestica”.Tutto organizzato ed autogestito dai volontari, abitnati della “villa”I partecipanti ai corsi e le donne que lavorano nell’officina di taglio e cucito, coprono molte pese di gestione del Centro “Ciudad Humana” (luce, acqua e imposto varie), attraverso contributi personali ed attività periodiche come: feste, lotterie, pesche ecc. Questo si riflette chiaramente sulla rendicontazione, dove, una volta effettuati le grandi riparazioni ed dopo aver acquistato i primi apparecchi, le spese diminuiscono sostanzialmente.Grazie anche a questi risultati tangibili fortemente incoraggianti e coinvolgenti, già nel corso di questa prima tappa si è ravvisata la necessità migliorare alcune attività e di cambiare alcune attività previste nelle tappe successive. Ma tutto ciò sarà oggetto di valutazione e incontri tra tutte le persone impegnate e gli abitanti più interessati al sostegno del progetto, sia come operatori sia come utenti. 3. L’attività di promozione in Italia e pubblicazione Fondazione CariploContemporaneamente in Italia l’Associazione Umanisti nel Mondo-Onlus (Milano), in questa prima tappa, ha sviluppato diverse iniziative, che hanno permesso il sostegno ed autofinanziamento del progetto nonché la diffusione dello stesso e la publbicizzazione della Fondazione Carialo come uno dei principali co-finanziatori. Particolare rilevanza hanno assunto:
  • la partecipazione a programmi televisivi di ampia diffusione sulle reti nazionali, come già avvenuto nel 2003 e 2004 con 2 interviste su RAI 3, programma Geo & Geo
  • l’incontro internazionale a Madrid (gennaio 2006) per uno scambio di esperienze tra le diverse inziative di cooperazione internazionale, dove sono stati analizzati i “casi di successo” con microprogetti di Brasile ed Argentina.
  • 2 incontri presso il Centro delle Culture di Palermo (marzo e luglio 2006, a questo ultimo è stata invitata Alicia Blanco proprio per descrivere le modalità di svolgimento del Progetto “ciudad Humana. Tale incontro ha permesso l’avvio di nuovi interventi anche nei quartieri poveri o ad elevata conflittualità di Palermo)
  • Incontri con le scuole e mostra fotografica ad Arona e Belgirate (Novara)
  • Incontri con le scuole e mostra fotografica a Lainate (Milano)
  • Incontri con le scuole e mostra fotografica a Bari e Noicattaro (Bari)
  • Incontri con le scuole e mostra fotografica a Brescia
4. Rendiconto economico
Dal modulo riassuntivo e dalle tabelle di dettaglio riportanti il rendiconto economico si evincono alcuni punti importanti dell’avvio di questa prima fase del progetto “Ciudad Humana”:
    • Il notevole impegno sostenuto nel miglioramento del locale esistente attraverso l’acquisto di beni ed attrezzature durevoli che di fatto hanno superato il budget revisionale (€ 6.096, 34 contro i 5.000 previsti per il biennio)
    • Si è registrato il superamento del budget anche nelle spese correnti (€ 5.970,96 contro i 5.000 previsti per il biennio)
    • In equilibrio le spese per il personale; va sottolineato che aver affidato il coordinamento ad una persona del luogo con provata esperienza nelle attività di volontariato nelle arre a grande “rischio” e con ottime capacità gestionali (notevole autonomia e capacità organizzativa) ha permesso il forte contenimento dei viaggi da parte degli organizzatori e coordinatori italiani.
    • Notevole risparmio nei viaggi legati alle ottime capacità organizzative ed aunomia del coordinatore argentino e il rinvio al 2007 dei viaggi del coordinatore e volontari italiani (€ 1923,66 contro 22.050 previsti per il biennio)